1. Prima di spegnere il motore, soprattutto dopo averlo usato a lungo, e' fondamentale lasciarlo girare a folle, al minimo, per qualche minuto, si permettera' cosi' al circuito di raffredamento di ripristinare la normale temperatura di esercizio.

2. Quando si naviga contemporaneamente a vela e motore, l'angolo di sbandamento non deve mai superare i 15/20 gradi. Si rischia altrimenti di impedire il normale raffreddamento, in quanto la presa a mare del motore puo' parzialmente fuoriuscire dall'acqua, ma soprattutto si compromette la giusta lubrificazione dell'olio, che si raccoglie su un lato della coppa e non viene aspirato dalla pompa. 

3. Nel caso in cui la presa a mare del circuito di raffreddamento del motore venga ostruita da alghe o rifiuti si rende necessaria dopo averne ripristinato il funzionamento, anche la sostituzione della girante, che si e' sicuramente rovinata lavorando senz'acqua. 

4. E' buona abitudine tenere il serbatoio del carburante sempre pieno; si evita cosi' il formarsi di condensa al suo interno e l'aspirazione di aria insieme al gasolio, dovuta al rollio della barca quando il serbatoio e' semi vuoto.

5. Se la barca e' dotata di un doppio banco di batterie (uno per il motore, l'altro per i servizi), salvo situazioni di emergenza, e' meglio evitare di metterli in parallelo per la messa in moto. Si rischia infatti che la batteria piu' scarica assorba energia da quella piu' carica, soprattutto se l'accensione non avviene immediatamente.

6. Nel fare rifornimento d'acqua sono da evitare pressioni del getto troppo elevate. Potrebbero rompersi i serbatoi, soprattutto se sono di polietilene, sia rigidi sia morbidi.

7. L'uso della seconda ancora a poppa e' opportuno solo se serve a impedire la normale rotazione della barca sull'ancora di prua per ragioni di spazio. Nel caso di forte vento di traversia bisognera' comunque eliminare l'ancora di poppa per riportare la prua verso il vento ed eventualmente rinforzare l'ormeggio con una seconda ancora a prua.

8. Il salpancora elettrico deve essere azionato solo con il motore acceso. Il suo consumo di Ampere e' infatti elevatissimo e, di conseguenza, se non e' attivato il circuito di ricarica, rischia di scaricare rapidamente le batterie.

9. Per quanto possibile, e' meglio evitare di usare il salpancora come bitta: gli strappi della catena possono infatti danneggiarlo. Pertanto , terminato l'ancoraggio, e' bene predisporre uno spezzone di cima fissato da una parte (con un nodo parlato) alla catena sul musone di prua e dall'altra a una ditta d'ormeggio piu' arretrata. A questo punto lo si mette in tesione lasciando di alcuni centimetri la catena. E' una sicurezza in piu', nel caso mollasse la frizione del salpancora, e ammortizza il tiro della catena evitandone il fastidioso rumore.

10. Per le calde sere d'estate e' utilissima in pozzetto una lampada a gas. La si puo' appendere facilmente ottenendo l'illuminazione sufficiente per cenare o per leggere e si evita cosi' di utilizzare continuamente le luci della barca scaricandone le batterie. Basta poi non dimenticare di spegnerla quando si va a dormire!







Se gli aspetti tecnici hanno un ruolo fondamentale per la buona riuscita della crociera, ve ne sono altri, all'apparenza piu futili, che giocano un ruolo ugualmente importante nella vita di bordo. A cominciare da prima della partenza, e cioe' dai bagagli. Inutile ribadire che anche sullo yacht piu' grande e lussuoso gli spazi sono sempre limitati, soprattutto quelli di stivaggio. Per cominciare, niente valige rigide ma solo morbide, che si possono facilmente piegare e riporre una volta svuotate. In barca servono davvero poche cose, soprattutto d'estate, e comunque sempre meno di quanto ci si aspetti: magliette, felpe, pantaloni comodi, lunghi e corti, costumi da bagno, un paio di scarpe con la suola in gomma antisdrucciolo da usare solo in barca, cappello, occhiali e protezioni solari. D'inverno solo qualche capo in piu', tipo pile o affini (piu' pratici e confortevoli della lana), per stare ben caldi e una sciarpetta di spugna intorno al collo da usare sotto la cerata. E poi, in tutte le stagioni, cerata e stivali, gli unici capi tecnici assolutamente indispensabili. Naturalmente occorre verificare sulla check-list che vengano forniti asciugamani, canovacci, lenzuola e coperte o sacchi a pelo, altrimenti vanno portati da casa.







Un'altra questione di primaria importanza a bordo e' la cambusa, dalla scelta degli alimenti da imbarcare, alla loro qualita', allo stivagio e alla cucina. Prima di tutto occorre prevedere approssimativamente il tempo che si trascorrera' in mare senza avere la possibilita' di fare la spesa o contando di acquistare solo piccole quantita' di alimenti freschi. Certo, a meno che si tratti di lunghe traversate oceaniche, allo scalo successivo si potra' sempre aggiustare il tiro, ma il trasporto potrebbe essere piu' scomodo e laborioso di quello fatto all'inizio della crociera. E, anche se la presenza sempre piu' frequente a bordo del frigorifero ha risolto molti problemi di conservazione dei cibi, e' comunque importante organizzarsi bene per evitare di commettere gli errori piu' grossolani. All'inizio della crociera, conviene provvedere all'acquisto di tutto cio' che non e' deperibile e che puo' essere noioso dover rimpiazzare di volta in volta. A cominciare dall'acqua, da stivare in abbondanza (se ne consuma sempre piu' del previsto) nelle classiche bottiglie in plastica: da calcolare almeno due litri al giorno a testa. 

Il vino migliore da tenere a bordo e' quello ben invecchiato, mentre quelli giovani e leggeri, che in teoria sono i piu' apprezzati d'estate, si deteriorano rapidamente; gli amanti della birra potranno stivarla in lattine nei gavoni piu' freschi. Il latte dovra' essere necessariamente a lunga conservazione, meglio se in confezioni da mezzo litro nei classici tetrapack. Per quanto riguarda il caffe', oltre al macinato che non sempre si trova all'estero, e' molto comodo quello solubile, cosi' come il te' in bustine. Per la prima colazione sono da preferire fette biscottate e biscotti secchi, che sono i piu' digeribili e i meglio conservabili. Pratici e piu' facili da usare in navigazione lo zucchero in zollette o in bustine e il latte condensato per macchiare il caffe'. 

I primi piatti sono fondamentali nell'alimentazione in barca e spesso si prestano a diventare piatto unico. I tipi di pasta piu' facili da cucinare sono gli spaghetti sottili, la pasta corta non rigata o quella all'uovo, che hanno tempi di cottura piu' rapidi. Nella scelta del riso e' favorito il parboiled, che non sara' perfetto per tutti i piatti ma in compenso non scuoce, evitando di far diventare pastura per pesci un risotto consumato con qualche minuto di ritardo. Si presta inoltre a essere lessato in quantita' e a essere consumato in tempi successivi. Al proposito vi consigliamo l'uso della pentola a pressione, che cucina rapidamente e in tutta sicurezza anche nelle navigazioni in bolina. Quanto ai sughi, va ricordato che all'estero i pomodori pelati non si trovano facilmente. 

Il pesce, anche quando e' freschissimo, si conserva solo in frigorifero o nella ghiacciaia per un paio di giorni al massimo, perfettamente pulito delle interiora. Ottime e molto comode le carni gia' cotte e le uova, che si conservano fino a due settimane purche' si abbia la cortezza di stivarle negli appositi contenitori. Da non imbarcare, invece, i salumi gia' affettati, ma preferibilmente interi da appendere sottocoperta, ben stagionati o affumicati. I formaggi freschi inacidiscono molto rapidamente e si possono conservare solo in frigorifero o in ghiacciaia; altrimenti sono consigliabili grana (meglio intero che gia' grattuggiato), pecorino, provole ed emmenthal. 

Frutta e verdura vanno stivate entrambi in cestelli o retine piuttosto che nei gavoni umidi, dopo aver ben controllato  he non ci siano pezzi troppo maturi o avariati. Ricordarsi infine gli snack, i crakers e quant'altro di rapidamente commestibile, per i momenti di pigrizia e soprattutto di tempo cattivo.